Tipi di cerimonia di matrimonio: civile, religiosa o simbolica

La cerimonia è il cuore della giornata: il resto è festa, ma è quello il momento in cui vi sposate. Prima di pensare a fiori o musica conviene avere chiara una decisione di fondo: che tipo di cerimonia volete. Si riassume in tre strade, e scegliere bene evita sorprese legali dell’ultimo minuto.
Cerimonia civile
È quella che ha validità legale di per sé, senza componente religiosa. La officia il sindaco, un assessore o un ufficiale di stato civile delegato, a seconda di dove e come la organizzate.
- Dove: in comune, e sempre più spesso nella location stessa della festa, dove i comuni prevedono sedi decentrate.
- Vantaggi: flessibile, laica e adattabile; potete scrivere le vostre promesse e scegliere le letture.
- Da tenere presente: richiede le pubblicazioni matrimoniali e la documentazione da avviare con mesi di anticipo. Cominciate presto.
Cerimonia religiosa
La celebra una confessione religiosa e, nel caso cattolico e di alcune altre riconosciute dallo Stato tramite intesa, ha anche effetti civili: vi sposate insieme davanti alla Chiesa e alla legge.
- Dove: nel luogo di culto corrispondente.
- Requisiti: di solito includono documentazione specifica e, a volte, un corso o una preparazione previa.
- Da tenere presente: ci sono regole proprie su musica, decorazioni e tempi; chiedetele prima di dare qualcosa per scontato.
Cerimonia simbolica
Non ha validità legale, e proprio per questo è la più libera. La officia chi volete voi —un amico, un parente, un maestro di cerimonia— e potete inventare l’intero copione: riti, promesse, musica, l’ordine che vi va.
Di solito si sceglie in due situazioni: quando la coppia si è già sposata in comune in intimità e vuole una celebrazione su misura, oppure nei matrimoni di destinazione dove la parte legale si risolve a parte.
Qualunque sia la vostra cerimonia, raccontatela bene agli invitati: orari, luogo e come arrivarci, tutto in un unico sito.
Crea il mio invito gratisCome scegliere la vostra
Al di là delle convinzioni, tre domande aiutano a decidere:
- Vi serve che la cerimonia stessa sia l’atto legale? Se sì, è civile o religiosa con effetti civili. Se le pratiche le sbrigate altrove, la simbolica vi lascia libertà totale.
- Quanto pesa la tradizione familiare? È legittimo tenerne conto, senza che decida al posto vostro.
- Quanto volete personalizzare? La simbolica vince in libertà; la civile ne ammette parecchia; la religiosa, quella che ogni luogo di culto consente.
Decidetelo presto, perché condiziona il resto: la location, la durata e persino il programma della giornata. E qualunque sia, la musica della cerimonia è ciò che le darà la pelle d’oca.
In sintesi
Civile per la validità legale e la libertà laica; religiosa se la fede e la tradizione segnano la giornata; simbolica quando volete scrivere il copione da zero. Nessuna è “migliore”: quella giusta è quella che riflette chi siete. Chiarite prima la parte legale, avviate le pratiche con margine e, da lì in poi, godetevi il piacere di disegnare il momento più importante della giornata.
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