Il +1 al matrimonio: come gestire gli accompagnatori senza problemi

Il “+1” è una di quelle piccole decisioni che, se non le pensate, vi sfuggono di mano: ogni accompagnatore aggiunge un coperto, una sedia e un costo. Ma stringere troppo non va bene: ci sono invitati che senza il partner non si divertirebbero allo stesso modo. La chiave è avere un criterio chiaro, applicarlo a tutti allo stesso modo e comunicarlo bene. Mettiamo ordine.
Prima il criterio (e applicatelo a tutti)
Ciò che genera conflitti non è dare o non dare l’accompagnatore, ma farlo senza logica. Fissate una regola e mantenetela. Le più diffuse ed eque:
- Coppie stabili: chi ha una relazione consolidata (sposati, conviventi o insieme da tempo) viene con il partner, che lo conosciate o no.
- Fidanzati e promessi sposi: stesso trattamento.
- Single senza partner: qui decidete in base a budget e atmosfera.
Qualunque sia la vostra regola, il principio d’oro è questo: stessa norma per tutti quelli dello stesso gruppo. Se una cugina single porta l’accompagnatore, anche le altre cugine single.
Il caso dei single
È il più delicato. Due approcci validi:
- Senza +1 per i single: perfettamente corretto, soprattutto nei matrimoni con budget o capienza contenuti. Si accetta meglio se quella persona conoscerà altra gente al matrimonio e non resterà da sola.
- Con +1 per i single: più generoso e rilassato; ideale se avete margine o se sono pochi.
Una via di mezzo molto usata: dare l’accompagnatore solo a chi, senza, non conoscerebbe praticamente nessuno.
Con un RSVP passo per passo, ogni invitato indica se viene con un accompagnatore e chi è, senza che dobbiate chiedere a uno a uno.
Crea il mio invito gratisCome comunicarlo senza offendere
Il modo di dirlo evita il 90% dei problemi. Lo strumento è l’invito ben indirizzato:
- Mettete il nome di chi è invitato. “Maria e Giovanni” chiarisce che vengono entrambi; “Maria” (da sola) indica un invito individuale.
- Se date un accompagnatore libero, usate “Maria e accompagnatore”.
- Nell’RSVP, controllate voi il numero di posti: che non possano aggiungere partecipanti di testa loro.
Quando qualcuno chiede in più, una risposta gentile e ferma basta: “abbiamo fatto un matrimonio piccolo e possiamo contare solo su di voi”. Nessuna persona ragionevole si offende per la verità detta con affetto. Trovate di più su questo in cosa chiedere nell’RSVP.
Dall’RSVP ai tavoli
Quando arriveranno le risposte, ogni accompagnatore confermato è una persona in più da sistemare. Aggiornate la vostra lista degli invitati con nomi reali —non “accompagnatore di Maria”— appena li sapete: vi serviranno per il piano dei tavoli, i menù e i posti. Un +1 senza nome è un problema che aspetta al momento di far accomodare la gente.
In sintesi
Fissate un criterio chiaro per l’accompagnatore, applicatelo allo stesso modo dentro ogni gruppo e comunicatelo con inviti ben indirizzati e un RSVP che controllate voi. Con i single, decidete in base a budget e atmosfera, avendo cura che nessuno resti solo. Ben gestito, il +1 smette di essere una fonte di problemi e diventa ciò che deve: un gesto di ospitalità.
Creare e visualizzare in anteprima il vostro invito con RSVP è gratis — senza carta, senza limiti di tempo. Pagate 49 € una tantum solo alla pubblicazione.
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